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16-11-2010, 09:56 AM
Hazem Emam, lo Zico delle Piramidi
Quando si parla di "progetto Udinese" e di "impeccabile fucina di campioni targata Pozzo" – e ultimamente se ne parla molto – spesso ci si dimentica che non tutti i giovanissimi presi dai friulani sono stati poi effettivamente lanciati nel grande calcio con buoni risultati. Paradossalmente proprio i più pubblicizzati hanno fatto flop. L'egiziano Hazem Emam è uno di quelli che non hanno seguito le orme dei vari Appiah, Fiore, Jörgensen e compagnia bella. Questa è la sua storia.
Mohamed Hazem Emam nasce al Cairo il 10 Maggio 1975, e respira odore di calcio fin dalla culla. Suo padre infatti è Hamada Emam, conclamato attaccante dello Zamalek (squadra del Cairo), con il quale ha vinto due campionati e tre Coppe d'Egitto: uno dei più grandi attaccanti della – non lunghissima – storia del calcio egiziano, attualmente vicepresidente dell'EFA (Egyptian Football Association). Ma c'è di più: il nonno di Hazem, e quindi il padre di Hamada, è un certo signor Yehia Emam, portiere della Nazionale egiziana nelle Olimpiadi di Londra del 1948, anch'egli bandiera dello Zamalek con dieci campionati e quattro Coppe d'Egitto nel palmares. Risultato: Hazem Emam tira calci al pallone fin da piccolo, e sa di portare sulle spalle un cognome pesantissimo, con tutti gli onori e gli oneri del caso. Per non s****************************are né il nonno né il papà si sceglie un ruolo diverso da quello di entrambi, ovvero il centrocampista, anche se con spiccate doti offensive. Neanche a dirlo, Hazem nasce e cresce calcisticamente nello Zamalek, il club "di famiglia", ed entra ufficialmente a far parte della prima squadra nel 1994. Le qualità ci sono, e il ragazzo riesce a trovare spazio con continuità. Il 24 Novembre 1995 arriva la prima convocazione in Nazionale in vista dell'incontro amichevole contro il Sudafrica (match perso per 2-0), e per la famiglia Emam è indubbiamente un momento di grande gioia. Ma l'anno d'oro è il 1996, che del resto si apre nel migliore dei modi: l'8 Gennaio Hazem segna il suo primo gol internazionale nell'amichevole Egitto-Tunisia, regalando ai suoi la vittoria per 2-1. Qualche mese dopo, viene premiato come miglior centrocampista centrale della Coppa d'Africa, che Hazem gioca da titolare pur rimanendo a secco di gol. Con lo Zamalek arriva invece la conquista della Champions League africana, il primo trofeo ad entrare nella bacheca del club dopo diversi anni di digiuno. I fari del calcio europeo cominciano ad essere puntati su di lui, e nel Settembre del 1996 Hazem Emam viene acquistato dall'Udinese. Per un giocatore egiziano il nostro campionato è una **** storicamente non usuale, ma è anche per questo che babbo Hamada e nonno Yehia sognano già di vedere il loro pupillo superare entrambi in quanto a curriculum, imponendosi nel calcio che conta.
Hazem giunge in Friuli con delle ottime credenziali: scelto da Pierpaolo Marino, sempre attento ai giovani talenti internazionali, riceve anche l'ok di mister Alberto Zaccheroni e viene presentato alla stampa non senza enfasi. I tifosi bianconeri già lo chiamano "lo Zico delle Piramidi", soprannome che inizia poi a circolare tra gli appassionati di calcio italiani con diverse varianti (ciascuno sostituisce a Zico i vari Baggio, Zidane, Zola, secondo i propri gusti calcistici…). Ma, come sa bene chi segue questa rubrica, quando ci si paragona impropriamente a qualcuno di troppo grande il flop è sempre dietro l'angolo. All'Udinese Hazem trova la solita masnada di giovani provenienti dagli angoli più disparati del pianeta: tra questi ci sono Marcio Amoroso e Johan Walem, anche loro appena arrivati, i quali a suon di gol e di ottime giocate fanno subito capire che in cabina di regia non vogliono e non possono avere rivali. Hazem in realtà viene considerato "attaccante" da Zaccheroni, ma anche il reparto offensivo appare saturo: risulta difficile fare concorrenza alla coppia Bierhoff-Poggi, che tanto aveva fatto bene l'anno precedente. Ecco dunque che le possibilità di giocare, per il ragazzo egiziano, si riducono al lumicino. A Gennaio arriva anche l'omologo Thomas Locatelli dal Milan, e dunque a fine stagione Hazem può contare solo 4 presenze all'attivo. Ma l'Udinese crede in lui, e decide di trattenerlo ancora. La stagione 1997/98 non va affatto meglio: la concorrenza da battere è sempre la stessa, e medesimi sono anche i tentativi falliti di imporsi all'attenzione di Zaccheroni. Ad Agosto gioca diverse amichevoli da titolare – segna anche un bel gol di testa contro la Samp – e la Coppa Uefa sembra poter regalare maggori possibilità di turnover a Zaccheroni, il quale tuttavia dimostra di non avere molta fiducia in Hazem. Il sogno europeo, poi, svanisce dopo soli due turni – l'egiziano gioca in tutto 28 minuti, di cui dieci ad Amsterdam contro l'Ajax – e dunque la lotta per la maglia deve essere combattuta solo in campionato e in Coppa Italia (ma anche in quest'ultimo torneo l'Udinese esce quasi subito, regalando ad Hazem due partite da titolare e un gran gol contro la Reggina). Il giocatore colleziona sei presenze in panchina e sette in campo: lo si vede in campo per qualche minuto, tra l'altro, a Torino contro la Juve (4-1 per i piemontesi, entra in tempo per gustarsi il gol finale di Amoruso). A Vicenza è titolare nell'ultima giornata: gioca discretamente e serve anche un assist per Bierhoff, ma entrambe le squadre non hanno alcuna ambizione di classifica e dunque più che di una partita si può parlare di una festosa passerella. In tutto 152 minuti di gioco, praticamente una partita e mezza, nell'arco dell'intero campionato: una latitanza, va detto, dovuta anche al suo impegno in Coppa d'Africa, vinta da protagonista con l'Egitto. L'Udinese, comunque, diabolicamente persevera, e Hazem resta in rosa anche nella stagione 1998/99, non giocando mai: zero presenze, zero gol. Nel Gennaio del 1999 "lo Zico delle Piramidi" abbandona mestamente l'Italia e si rifugia – in prestito – al De Graafschap, modesta squadra olandese che si riesce a fine stagione a guadagnarsi una soffertissima salvezza. Qui Hazem ritrova il campo da gioco, e compare sul tabellino della gara ben 13 volte, segnando anche due reti. Il prestito dei friulani continua l'anno successivo, e visti i buoni risultati i bianconeri decidono di "parcheggiare" nello stesso club anche i giovanissimi Akyasi, Louhenapessy (visto anche a Genoa) e Fredholm, nonché il futuro bomber Denis Godeas, appena preso dalla Triestina. Il De Graafschap, forte anche della super-meteora Milan Berck-Beelenkamp (pessimo difensore visto al Genoa l'anno prima), nella stagione 1999/2000 si salva ancora e Hazem è uno degli artefici principali dell'impresa, giocando 25 partite e mettendo a segno due gol importantissimi contro il Vitesse (un portentoso uno-due nel giro di sette minuti che tramortisce gli avversari).
Ma la carriera europea di Hazem non ha seguito, e il giocatore si ritrova nell'estate del 2000 a giocare nuovamente per lo Zamalek, dove milita tuttora e dove fino a questo momento si è tolto parecchie soddisfazioni. Nell'ordine: tre campionati (2000/01, 2002/03 e 2003/04), una Champions League africana (2002, battendo i marocchini del Raja davanti a 100.000 spettatori in delirio!), una Supercoppa d'Africa (2002), una Coppa d'Egitto (2001/02), due Supercoppe d'Egitto (2000/01, votato come miglior giocatore, e 2001/02), una edizione dell'Arab Club Championhip (2003) e una Supercoppa Egitto-Saudita (2003). I tifosi della Lazio lo ricorderanno all'opera nell'amichevole giocata il 3 Gennaio 2003 proprio contro lo Zamelek, persa dai biancocelesti per 2-1. Il giocatore è attualmente tra i titolari inamovibili della sua nazionale, che tra l'altro dall'Aprile all'Ottobre 2004 è stata allenata dal nostro Marco Tardelli. In Egitto è un vero e proprio idolo: è stato votato giocatore dell'anno nel 2001 e del 2003, e sempre nel 2001 ha vinto anche il prestigioso premio "Soccer Skills Pepsi Challenge", una sorta di gara per virtuosi e giocolieri del calcio, battendo tra gli altri Veron, Rui Costa, Roberto Carlos e Rivaldo. Al termine della competizione Dwight Yorke, arrivato quinto, ha dichiarato: "Non conoscevo Emam, è stata una vera sorpresa". Neanche a Udine, in effetti, lo conoscevano, e tra i bianconeri rimane il dubbio di essersi lasciati scappare un talento puro. O forse soltanto un buon giocatore, assolutamente inadatto al ruvido calcio europeo. In ogni caso, uno che ha il calcio nel sangue. Da due generazioni
åäÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇ (http://www.directleech.com/index.php?action=submit&account=1adj3u4wshf&forum=278&url=http%3A%2F%2Fwww.tuttomercatoweb.com%2F%3Facti on%3Dread%26id%3D15134). (http://www.directleech.com/index.php?action=submit&account=1adj3u4wshf&forum=278&url=http%3A%2F%2Fwww.tuttomercatoweb.com%2F%3Facti on%3Dread%26id%3D15134)
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Quando si parla di "progetto Udinese" e di "impeccabile fucina di campioni targata Pozzo" – e ultimamente se ne parla molto – spesso ci si dimentica che non tutti i giovanissimi presi dai friulani sono stati poi effettivamente lanciati nel grande calcio con buoni risultati. Paradossalmente proprio i più pubblicizzati hanno fatto flop. L'egiziano Hazem Emam è uno di quelli che non hanno seguito le orme dei vari Appiah, Fiore, Jörgensen e compagnia bella. Questa è la sua storia.
Mohamed Hazem Emam nasce al Cairo il 10 Maggio 1975, e respira odore di calcio fin dalla culla. Suo padre infatti è Hamada Emam, conclamato attaccante dello Zamalek (squadra del Cairo), con il quale ha vinto due campionati e tre Coppe d'Egitto: uno dei più grandi attaccanti della – non lunghissima – storia del calcio egiziano, attualmente vicepresidente dell'EFA (Egyptian Football Association). Ma c'è di più: il nonno di Hazem, e quindi il padre di Hamada, è un certo signor Yehia Emam, portiere della Nazionale egiziana nelle Olimpiadi di Londra del 1948, anch'egli bandiera dello Zamalek con dieci campionati e quattro Coppe d'Egitto nel palmares. Risultato: Hazem Emam tira calci al pallone fin da piccolo, e sa di portare sulle spalle un cognome pesantissimo, con tutti gli onori e gli oneri del caso. Per non s****************************are né il nonno né il papà si sceglie un ruolo diverso da quello di entrambi, ovvero il centrocampista, anche se con spiccate doti offensive. Neanche a dirlo, Hazem nasce e cresce calcisticamente nello Zamalek, il club "di famiglia", ed entra ufficialmente a far parte della prima squadra nel 1994. Le qualità ci sono, e il ragazzo riesce a trovare spazio con continuità. Il 24 Novembre 1995 arriva la prima convocazione in Nazionale in vista dell'incontro amichevole contro il Sudafrica (match perso per 2-0), e per la famiglia Emam è indubbiamente un momento di grande gioia. Ma l'anno d'oro è il 1996, che del resto si apre nel migliore dei modi: l'8 Gennaio Hazem segna il suo primo gol internazionale nell'amichevole Egitto-Tunisia, regalando ai suoi la vittoria per 2-1. Qualche mese dopo, viene premiato come miglior centrocampista centrale della Coppa d'Africa, che Hazem gioca da titolare pur rimanendo a secco di gol. Con lo Zamalek arriva invece la conquista della Champions League africana, il primo trofeo ad entrare nella bacheca del club dopo diversi anni di digiuno. I fari del calcio europeo cominciano ad essere puntati su di lui, e nel Settembre del 1996 Hazem Emam viene acquistato dall'Udinese. Per un giocatore egiziano il nostro campionato è una **** storicamente non usuale, ma è anche per questo che babbo Hamada e nonno Yehia sognano già di vedere il loro pupillo superare entrambi in quanto a curriculum, imponendosi nel calcio che conta.
Hazem giunge in Friuli con delle ottime credenziali: scelto da Pierpaolo Marino, sempre attento ai giovani talenti internazionali, riceve anche l'ok di mister Alberto Zaccheroni e viene presentato alla stampa non senza enfasi. I tifosi bianconeri già lo chiamano "lo Zico delle Piramidi", soprannome che inizia poi a circolare tra gli appassionati di calcio italiani con diverse varianti (ciascuno sostituisce a Zico i vari Baggio, Zidane, Zola, secondo i propri gusti calcistici…). Ma, come sa bene chi segue questa rubrica, quando ci si paragona impropriamente a qualcuno di troppo grande il flop è sempre dietro l'angolo. All'Udinese Hazem trova la solita masnada di giovani provenienti dagli angoli più disparati del pianeta: tra questi ci sono Marcio Amoroso e Johan Walem, anche loro appena arrivati, i quali a suon di gol e di ottime giocate fanno subito capire che in cabina di regia non vogliono e non possono avere rivali. Hazem in realtà viene considerato "attaccante" da Zaccheroni, ma anche il reparto offensivo appare saturo: risulta difficile fare concorrenza alla coppia Bierhoff-Poggi, che tanto aveva fatto bene l'anno precedente. Ecco dunque che le possibilità di giocare, per il ragazzo egiziano, si riducono al lumicino. A Gennaio arriva anche l'omologo Thomas Locatelli dal Milan, e dunque a fine stagione Hazem può contare solo 4 presenze all'attivo. Ma l'Udinese crede in lui, e decide di trattenerlo ancora. La stagione 1997/98 non va affatto meglio: la concorrenza da battere è sempre la stessa, e medesimi sono anche i tentativi falliti di imporsi all'attenzione di Zaccheroni. Ad Agosto gioca diverse amichevoli da titolare – segna anche un bel gol di testa contro la Samp – e la Coppa Uefa sembra poter regalare maggori possibilità di turnover a Zaccheroni, il quale tuttavia dimostra di non avere molta fiducia in Hazem. Il sogno europeo, poi, svanisce dopo soli due turni – l'egiziano gioca in tutto 28 minuti, di cui dieci ad Amsterdam contro l'Ajax – e dunque la lotta per la maglia deve essere combattuta solo in campionato e in Coppa Italia (ma anche in quest'ultimo torneo l'Udinese esce quasi subito, regalando ad Hazem due partite da titolare e un gran gol contro la Reggina). Il giocatore colleziona sei presenze in panchina e sette in campo: lo si vede in campo per qualche minuto, tra l'altro, a Torino contro la Juve (4-1 per i piemontesi, entra in tempo per gustarsi il gol finale di Amoruso). A Vicenza è titolare nell'ultima giornata: gioca discretamente e serve anche un assist per Bierhoff, ma entrambe le squadre non hanno alcuna ambizione di classifica e dunque più che di una partita si può parlare di una festosa passerella. In tutto 152 minuti di gioco, praticamente una partita e mezza, nell'arco dell'intero campionato: una latitanza, va detto, dovuta anche al suo impegno in Coppa d'Africa, vinta da protagonista con l'Egitto. L'Udinese, comunque, diabolicamente persevera, e Hazem resta in rosa anche nella stagione 1998/99, non giocando mai: zero presenze, zero gol. Nel Gennaio del 1999 "lo Zico delle Piramidi" abbandona mestamente l'Italia e si rifugia – in prestito – al De Graafschap, modesta squadra olandese che si riesce a fine stagione a guadagnarsi una soffertissima salvezza. Qui Hazem ritrova il campo da gioco, e compare sul tabellino della gara ben 13 volte, segnando anche due reti. Il prestito dei friulani continua l'anno successivo, e visti i buoni risultati i bianconeri decidono di "parcheggiare" nello stesso club anche i giovanissimi Akyasi, Louhenapessy (visto anche a Genoa) e Fredholm, nonché il futuro bomber Denis Godeas, appena preso dalla Triestina. Il De Graafschap, forte anche della super-meteora Milan Berck-Beelenkamp (pessimo difensore visto al Genoa l'anno prima), nella stagione 1999/2000 si salva ancora e Hazem è uno degli artefici principali dell'impresa, giocando 25 partite e mettendo a segno due gol importantissimi contro il Vitesse (un portentoso uno-due nel giro di sette minuti che tramortisce gli avversari).
Ma la carriera europea di Hazem non ha seguito, e il giocatore si ritrova nell'estate del 2000 a giocare nuovamente per lo Zamalek, dove milita tuttora e dove fino a questo momento si è tolto parecchie soddisfazioni. Nell'ordine: tre campionati (2000/01, 2002/03 e 2003/04), una Champions League africana (2002, battendo i marocchini del Raja davanti a 100.000 spettatori in delirio!), una Supercoppa d'Africa (2002), una Coppa d'Egitto (2001/02), due Supercoppe d'Egitto (2000/01, votato come miglior giocatore, e 2001/02), una edizione dell'Arab Club Championhip (2003) e una Supercoppa Egitto-Saudita (2003). I tifosi della Lazio lo ricorderanno all'opera nell'amichevole giocata il 3 Gennaio 2003 proprio contro lo Zamelek, persa dai biancocelesti per 2-1. Il giocatore è attualmente tra i titolari inamovibili della sua nazionale, che tra l'altro dall'Aprile all'Ottobre 2004 è stata allenata dal nostro Marco Tardelli. In Egitto è un vero e proprio idolo: è stato votato giocatore dell'anno nel 2001 e del 2003, e sempre nel 2001 ha vinto anche il prestigioso premio "Soccer Skills Pepsi Challenge", una sorta di gara per virtuosi e giocolieri del calcio, battendo tra gli altri Veron, Rui Costa, Roberto Carlos e Rivaldo. Al termine della competizione Dwight Yorke, arrivato quinto, ha dichiarato: "Non conoscevo Emam, è stata una vera sorpresa". Neanche a Udine, in effetti, lo conoscevano, e tra i bianconeri rimane il dubbio di essersi lasciati scappare un talento puro. O forse soltanto un buon giocatore, assolutamente inadatto al ruvido calcio europeo. In ogni caso, uno che ha il calcio nel sangue. Da due generazioni
åäÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇÇ (http://www.directleech.com/index.php?action=submit&account=1adj3u4wshf&forum=278&url=http%3A%2F%2Fwww.tuttomercatoweb.com%2F%3Facti on%3Dread%26id%3D15134). (http://www.directleech.com/index.php?action=submit&account=1adj3u4wshf&forum=278&url=http%3A%2F%2Fwww.tuttomercatoweb.com%2F%3Facti on%3Dread%26id%3D15134)
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